I'm a fucking Rebel Girl!


superfuji:

I love beer


Arrivo in via del Corso quando, in lontananza, si vede già una colonna di fumo nero alzarsi da piazza del Popolo. Gli scontri sono iniziati. I blindati di polizia e carabinieri sono stati messi di traverso, a creare una zona rossa di sicurezza intorno a palazzo Chigi e al Parlamento. Nessuno puo’ passare, neanche i giornalisti. I residenti protestano. Le serrande dei negozi sono abbassate. Più ci avviciniamo a piazza del Popolo, e più capisco che sta succedendo qualcosa di brutto. Qualcosa che a Roma non vedevo da anni. Con me c’è Allstarboy, alla sua prima esperienza di ordine pubblico. Mi accompagna, anche se penso che ne farebbe volentieri a meno. Arrivati all’altezza di Largo Goldoni iniziamo a sentire il rumore dell’elicottero della polizia che riprende gli scontri, dall’alto. Siamo ancora lontani dal clou, però. L’odore acre dei lacrimogeni, però, si riesce già a sentire. Incrociamo turisti, spaventati. Gli studenti sono quelli più divertiti. In terra vediamo una scarpa persa durante una fuga, appare qualche spranga, qualche bullone, persino un sampietrino. Il vero caos arriva quando vediamo i primi ragazzi col volto coperto. Caschi, sciarpe, ma anche maschere di carnevale. Non sono studenti. Una cosa va detta: chi, oggi, ha messo sottosopra il centro storico, non c’entra nulla con i movimenti studenteschi. Nè di sinistra e nè di destra. Ho visto bandiere di Rifondazione, ma anche della destra estrema. Ma ad incendiare il centro sono state orde organizzate – da chi? perché? – che avevano solamente lo scopo di lasciare il segno. Il segno della distruzione. Quando siamo ormai arrivati in piazza del Popolo, vediamo che sta bruciando una camionetta dell’Ama. Lo stand dell’Unicef è stato distrutto. L’hotel Plaza ha chiuso l’ingresso con le inferriate. La chiesa di fronte il portone. Un collega mi avvisa che via del Babuino è impraticabile. Bruciano anche là due mezzi. Non si passa. Un nucleo di poliziotti è al centro della via, riusciamo a passare ai lati. Qualcuno urla: “Attenti, c’è la benzina, rischia di saltare”. Torniamo indietro, e puntiamo su via di Ripetta. I ragazzi dal volto coperto hanno appena iniziato a buttare in terra due cassonetti in ghisa, e ad incendiarli. Sono decisi, sanno cosa devono fare. La polizia è a circa cento metri, lontana. Pochi minuti, e gli agenti danno il segnale: “Via”. Iniziano a correre verso di noi. In quei momenti, quando nella carica non puoi tirar fuori il tesserino da giornalista e chiedere grazia, bisogna correre e basta. Niente lacrimogeni. La polizia avanza, e loro scappano. Si sale sul Lungotevere. Stessi ragazzi incappucciati su via Ferdinando di Savoia. Due grandi cassonetti in fiamme, le vetrine della banca Unicredit spaccate. Qualche portiere si affaccia timido dal portone. Nessun turista. Gli impiegati della banca ci guardano spaventati da dentro. Non sanno cosa fare. La polizia avanza. Ci troviamo a passare sotto la sassaiola scatenata dai manifestanti contro gli agenti. Pieghiamo la testa e via. Pietre sfiorate. Andiamo verso il ponte, interamente occupato da manifestanti. Alcuni buttano delle transenne in terra, sperano di fermare la polizia. Indietreggiamo. Ma è in quel momento che partono i lacrimogeni. Tanti. Ne vedo almeno cinque. Uno ci finisce tra i piedi. Un altro, di traverso, ci sfiora. Allstarboy non è spaventato, anche se per lui è tutto nuovo. I ragazzi scappano, i più esperti li consigliano: “Non correte, è peggio, procedete con calma”. I lacrimogeni iniziano a farsi sentire. Un ragazzo, accanto a me, ha un limone, se lo strofina sugli occhi. Diciotto anni. Me lo faccio prestare, e lo passo anche ad Allstarboy. In piazza della Libertà si sente un botto, forte. Un’auto sta bruciando, le altre vicino rischiano. Sentiamo esplosioni provenire dal Pincio. Da là, vengo a sapere che i manifestanti stanno lanciando sampietrini verso chi è sotto. Rabbia cieca, follia distruttrice. Non riesco a vedere perché. Torniamo sul Ponte, superiamo il Lungotevere. I “buoni” lo controllano: sono gli agenti di polizia e carabinieri in borghese. Sembrano più sereni. Ripercorrendo il percorso degli scontri, troviamo di tutto. In piazza del Popolo ci sono dei buchi, senza sanpietrini: li hanno divelti, per lanciarli contro la polizia. Pareti annerite dove hanno bruciato le auto. Il sindaco sta per arrivare, vuole fare un sopralluogo. Un giornalista straniero parla davanti ad una camionetta della finanza bruciata. I pompieri hanno il viso sporco, macchie nere. Sorridono, il peggio è passato.

Chi parla della violenza delle forze dell’ordine, doveva essere là, oggi. Ho visto ragazzetti lanciare sassi, bastoni in ferro, persino molotov artigianali, contro agenti fermi al loro posto. Qualcuno avrà reagito, ma mi pare il minimo. Oggi, a Roma, ha vinto l’anarchia violenza incontrollata.

E se qualcuno pensa di lanciare messaggi a Berlusconi e al popolo di centro-destra si sbaglia di grosso. Questa inciviltà mi fa schifo.

Cronaca di un pomeriggio di straordinaria guerriglia urbana. parte tre. fine. (via blondeinside

parteunoduetre, blonde, ho riassunto.

(via squilitumblr)

Via MenteDistorta

e mi chiedo se un ricordo è qualcosa che hai o qualcosa che hai perduto.

– W.Allen (via myborderland) Via The Artist Formerly Known As soggettismarriti

tattoodoll:

stamattina gli studenti hanno occupato la torre di Pisa.



theanimalblog:

by sarah

L’espressione del dalmata dice tutto!





Sul sacro

intweetion:

Quando torni a casa tardi la sera e tua figlia ti ha messo un biglietto sul cuscino con su scritto ‘sogni d’oro e dammi un bacio anche se dormo’

Quando metti i piedi sotto il tavolo di un bar per un caffè di almeno un’ora con qualcuno di speciale.

Quando leggi una favola che finisce con:
‘Così han messo i piedi sulla vita, e la favola è finita.’

Quando passi in bicicletta sulle lastre di Piazza Cavalli e il campanello suona da solo e invece di strabenedirti qualcuno ti saluta.

Quando esci sul balcone di notte a fumare e vedi una coppia che si bacia per strada.

Via MenteDistorta

fuckingbrainstorm:

(Source: thewaywardsheep)

Via Labyrinth

fuckyeahyorkies:

Yorky tongue (by moniketta)

I’m lovin’ it.

Miss u. All the time.


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